Allegato B. Disciplinare delle condizioni tecniche obbligatorie per beneficiare degli aiuti Misura 411 Azione 7 – Intervento F “Progetto Pilota per lo sviluppo della castanicoltura da frutto”. Il progetto pilota, finalizzato a verificare sul campo la fattibilità e la redditività di una moderna castanicoltura da frutto, prevede la realizzazione di nuovi e moderni impianti di castagno da frutto per la produzione di marroni, con buone rese, produzione di alta qualità e ridotti costi di gestione. Gli aiuti di cui alla Misura 411 – Azione 7 – Intervento F sono subordinati alla realizzazione di nuovi impianti di castagno da frutto che rispettono le seguenti prescrizioni tecniche, desunte per gran parte dallo specifico “Disciplinare di produzione integrata 2007” della Regione Emilia Romagna,: 1. Superficie minima dell’impianto: 0,5 ettari; 2. Localizzazione dell’impianto: in aree comprese tra i 400 e 800 m., s.l.m., con pendenze mediamente inferiori al 50%, accessibile per le macchine operatrici necessarie alle diverse operazioni colturali (potatura, concimazione, irrigazione, ecc.), prive di ristagni d’acqua; 3. Analisi chimica del terreno su cui si prevede di realizzare l’impianto. Accertare almeno le seguenti caratteristiche chimico fisico: granulometria e tessitura, pH, calcare totale e attivo, sostanza organica, azoto totale, fosforo assimilabile e potassio scambiabile; 4. Caratteristiche chimiche minime dei suoli su cui si realizza il nuovo impianto: terreno franco o franco sabbioso, tenore di sostanza organica > 2%, comunque non meno di 1,5%, reazione pH tra 4,5 – 7.0, calcare attivo < di 3%; 5. Preventiva lavorazione del terreno: eliminazione della vegetazione invasiva, aratura (ove possibile) e concimazione di fondo o di arricchimento con emendanti organici (letame e fertilizzanti organici, fosfatici e potassici); 6. Sesto di impianto: superficie minima a disposizione di ogni pianta 22,00 mq. ed un minimo 350 piante per ettaro, compreso l’impianto di castagni con funzione di impollinatore, nel numero minimo di 10 piante per ettaro; 7. Portainnesto: franco da seme delle varietà di marroni locali (Castanea sativa), con pane di terra, meglio se in vaso, per ridurre lo stress all’apparato radicale; 8. Reperimento delle piantine: da vivai autorizzati e previa esplicita autorizzazione dal Servizio Fitosanitario della Regione Emilia Romagna; 9. Messa a dimora delle piantine: tra l’inizio dell’autunno e la fine dell’inverno, in buche di almeno 40x40 cm, con tutore di legno (preferibilmente di castagno scortecciato, nocciolo o altro legno resistente all’umidità); 10. Innesto: da realizzare dopo un anno dall’impianto del portainnesto, con marze di ecotipi di marroni locali fornite dall’Unione di Comuni “Terre dei castelli”; previa domanda almeno 6 mesi prima della eventuale fornitura; 11. Irrigazione di soccorso: impianto fisso a micro portata sottochioma, se necessario auto compensante, con almeno due gocciolatori -pianta 12. Recinzione di protezione dell’impianto: Recinzione fissa, di tutto l’appezzamento, con rete metallica di 2 m. di altezza, sorretta da pali di legno resistente all’umidità, possibilmente di castagno scortecciato; 13. Diserbo: non è ammesso il diserbo chimico ed è consigliato il controllo delle infestanti con lavorazioni superficiali; 14. Difesa fitosanitaria: non è ammesso l’utilizzo di fitofarmaci non previsti nei disciplinari di lotta biologica ed i tagli o le lesioni casuali vanno opportunamente disinfettate.